Per chi capisce: se ci pensi, ma solo se ci pensi, andando tanto a est arrivi a Buonos Aires (una città, una garanzia)
Ma Ciao!
Siamo a Buenos Aires, ospiti di Laura, vecchia conoscenza Erasmus.
Notte in comodità sotto un tetto e sopra una superficie incredibilmente piana: il pavimento. David, moroso di Laura nonché proprietario dell'immobile, ha insistito per farci utilizzare il divano letto, o quanto meno le lenzuola; noi, temendo uno shock, abbiamo preferito andarci piano con i cambiamenti, distendendoci sui soliti materassi intrisi di sapori.
Alla mattina ci svegliamo in un bel bagno di sudore; la temperatura non è altissima (sotto i 30 centigradi) ma sembra di essere nel bagno turco, vista l'umidità.
Alvise ha optato per il Katzenwäsche, io, da signore, per una doccia calda. Alvise temeva lo shock citato sopra... io ho voluto fare il coraggioso. Pensate che ho addirittura rubato lo shampoo Panten (con la provitamina B) alla Laura, perché il sapone di Marsiglia non va d'accordissimo con barba e capelli. Ogni volta che lo ho usato (un paio in un mese) dovevo sciacquare a lungo e poi erano talmente crespi che se passavo una mano fra la barba mi depilavo a strappo.
Tornando a Buenos Aires, giornata da turista medio: visita al quartiere natale di Diego Armando Maradona, passaggio veloce per il quartiere del tango con degustazioni odori dell'inquinatissimo Rio della Plata, e conclusione in centro, per shopping da braccino corto.
Ora sono le dieci di sera e stiamo decidendo sul da farsi: mangiare bisogna mangiare, ma dove? Quale Parrilla scegliere? Dove dar sfogo ai nostri istinti primitivi da carnivoro famelico? Dura scelta, al fato l'ardua sentenza... ... ...
Con questo andiamo, a voi buona notte, e a noi buon appetito!
Sempre vostro, AlGa
martedì 30 gennaio 2007
sabato 27 gennaio 2007
AlGa Part IV (ad Ushuaia): AlGa vs. Asado - 2:0 [27.01.2007]
Uhi Uhi Uhi, Ahi Ahi Ahi, rulps, pups e via dicendo...
Avete presente un otre ben tondo? Io no, ma Alvise sí e mi dice che é come il nostro stomaco.
Otre a parte, siamo proprio pieni come un uovo. Sodo.
Uno viene fin quaggiú, si lancia una sfida, vuole vedere i propri limiti. Pedaliamo come pazzi, e niente, i limiti sembrano sempre un po' piú in lá. Fieri di noi e della nostra impresa pensiamo: "Limiti? Non ci riguardano".
Decidiamo di festeggiare in ristorante; visti i prezzi argentini facciamo i signori: buffet all you can eat con tanto di vino d'annata. Buffet a base di carne alla griglia. Le portate si succedono senza sosta... per ore... ed eccoci qua. Ci muoviamo a stento e i limiti sembrano esserci piombati addosso, rendendoci consci della nostra finitezza. AlGa, anche lui un essere umano.
Usciamo dal locale con fare goffo. Non riusciamo proprio a camminare dritti. I nostri unici pensieri vanno a Lui, il saggio, il sommo, il nostro Danilone! Se ci fosse, se fosse qui fra noi... lui si che saprebbe gestire, sfidare il limite.
Noi, invece, abbiamo solo una speranza: digerire da qui a venti ore per ripetere la fatidica impresa, cercando di spostare i limiti un po' piú in lá. D'altronde, quando si spendono 13.75 Euro a testa tutto compreso, pure la mancia, anche AlGa si concede il lusso del ristorante per ben due giorni consecutivi.
Domani carichiamo le ultime immagini in sella e la fotocronaca dettagliata della sfida all'ultimo cordero asado (cordero = agnello, asado = arrosto).
A posto cosí,
ora andiamo a fare 2 passi (qualche chilometro) per facilitare la digestione.
ED ECCO LE FOTO!!!!
The original parrella con asado!!!
Un antipasto in scioltezza tanto per carburare, annaffiato da un vinello Sauro della Patagonia (14.5 gradi)....
...e poi via col primo giro di Cordero asado e due tipi di salsicciotti asadi....
...quindi è il turno della bistecca di vacca con abbondante contorno di verdurine fresche...
...quindi un altro (doppio) giro di buffet...
...e l'Alvisone cede alla distanza, optando per chiudere con un dessert. Ma il Gabo no! Giusto un altro piatto di buffet per dare il benvenuto a...
....un'altra sleppa di fetta di Cordero asado!!!
...che il Gabo ingurgita quasi senza conseguenze....
...prima del finale con gelato al cioccolato, mangiato ormai ad inerzia!
Avete presente un otre ben tondo? Io no, ma Alvise sí e mi dice che é come il nostro stomaco.
Otre a parte, siamo proprio pieni come un uovo. Sodo.
Uno viene fin quaggiú, si lancia una sfida, vuole vedere i propri limiti. Pedaliamo come pazzi, e niente, i limiti sembrano sempre un po' piú in lá. Fieri di noi e della nostra impresa pensiamo: "Limiti? Non ci riguardano".
Decidiamo di festeggiare in ristorante; visti i prezzi argentini facciamo i signori: buffet all you can eat con tanto di vino d'annata. Buffet a base di carne alla griglia. Le portate si succedono senza sosta... per ore... ed eccoci qua. Ci muoviamo a stento e i limiti sembrano esserci piombati addosso, rendendoci consci della nostra finitezza. AlGa, anche lui un essere umano.
Usciamo dal locale con fare goffo. Non riusciamo proprio a camminare dritti. I nostri unici pensieri vanno a Lui, il saggio, il sommo, il nostro Danilone! Se ci fosse, se fosse qui fra noi... lui si che saprebbe gestire, sfidare il limite.
Noi, invece, abbiamo solo una speranza: digerire da qui a venti ore per ripetere la fatidica impresa, cercando di spostare i limiti un po' piú in lá. D'altronde, quando si spendono 13.75 Euro a testa tutto compreso, pure la mancia, anche AlGa si concede il lusso del ristorante per ben due giorni consecutivi.
Domani carichiamo le ultime immagini in sella e la fotocronaca dettagliata della sfida all'ultimo cordero asado (cordero = agnello, asado = arrosto).
A posto cosí,
ora andiamo a fare 2 passi (qualche chilometro) per facilitare la digestione.
ED ECCO LE FOTO!!!!
AlGa, Part III: Provincia de Tierra del Fuego, Antártida e Islas del Atlántico Sur
...quando si dice essere proprio "in culo al mondo": siamo ad Ushuaia, la cittá piú australe del mondo!
Ci siamo: piú a Sud è proprio impossibile andare, per lo meno in bicicletta... La nostra cavalcata, cominciata tre settimane fa, con oggi si conclude. Da El Calafate abbiamo preso un autobus alle 3 di notte con destinazione Rio Gallegos; di lì cambio e di nuovo in autobus verso il Sud, con collegamento diretto ad Ushuaia. In teoria avevamo scelto di arrivare in autobus fin quggiù e poi passare i tre giorni che ci restavano prima del volo per Buons Aires a farci giretti in bici da queste parti o magari andando in nave a vedere le isole dei pinguini... Ma dopo solo poche ore di viaggio "comodo" in autobus abbiamo sentito prepotentemente il richiamo della strada; così, quando il Bus si è fermato a Rio Grande (210 km a Nord di Ushuaia) alle 8 di sera e abbiamo visto le praterie nella luce del lungo crepuscolo australe, ci siamo guardati e ci siamo detti:" ma andiamo a costruitrci il nostro mondiale!". Così, senza averlo programmato siamo, saltati giú dal bus e ci siamo rimessi "on the road" (dopo l'iniziale colpo di matto...abbiamo ben avuto un cinque minuti di ripensamento, visto che i sedili dell'autobus erano così comodi, i passeggeri simpatici e proiettavano pure l'ultimo Rocky col videoregistratore! ma ormai la scelta era stata fatta...). I km per Ushuaia non erano molti, ma con le incertezze del tempo di quaggiù non si può mai dire. In ogni caso siamo stati fortunati: ieri abbiamo macinato 170 km, con poco vento e pure a favore la mattina, tutti su asfalto e con un bel finale di tappa in salita, per il valicare il passo Garibaldi (!). Così stamattina ci siamo concessi la passerella finale, come l'ultima tappa del giro d'Italia, prima dell'ingresso in cittá.
Stasera abbiamo intenzione di abbuffarci in un ristorante del porto, provando finalmente il "cordero asado", un piatto alla griglia di cui tanto si parla quaggiù e che noi ci sognamo per tutto il viaggio, specialmente durante le ben note "crisi di fame" del ciclista!
Ragazzi, con questo si conclude la relazione "in contemporanea" dell'avventura. Appena torniamo rimetteremo di sicuro mano al blog, completandolo specie con la descrizione dei primi giorni e inserendo altre foto e filmati.
Questi giorni sono stati magici per noi, incredibilmente ricchi di emozioni, di esperienze e soprattutto di scoperte, come è per altro secondo noi l'obiettivo stesso del viaggiare.
Speriamo di avervi trasmesso almeno un po' di quello che abbiamo vissuto!
Grazie a tutti e SUERTE!!
AlGa
Visto che siamo ai saluti, ci tenevo a fare dei ringraziamenti:
- al Gabo, perché senza di lui questo viaggio sarebbe rimasto solo nella mia mente, perché ha accettato di venire in Patagonia anche se preferiva un'avventura in Canada, perché ha una pazienza infinita nel sopportare il mio pressapochismo (a volte pericoloso) e la mia innata, criminale sbadataggine, perché é sempre entusiasta, perché é un ottimo compagno di viaggio;
- alla Ceci....perché sopporta la mia irrequietezza, accettando che spendessi le mie ferie per questo viaggio e aiutandomi pure ad organizzarlo! Grazie Amo!
- alla mia famiglia, che anche quando non è d'accordo, non mi fa mai pesare le mie decisioni;
- al Perio e al Tia che hanno messo su questo blog!
A presto!
Alvise
Ci siamo: piú a Sud è proprio impossibile andare, per lo meno in bicicletta... La nostra cavalcata, cominciata tre settimane fa, con oggi si conclude. Da El Calafate abbiamo preso un autobus alle 3 di notte con destinazione Rio Gallegos; di lì cambio e di nuovo in autobus verso il Sud, con collegamento diretto ad Ushuaia. In teoria avevamo scelto di arrivare in autobus fin quggiù e poi passare i tre giorni che ci restavano prima del volo per Buons Aires a farci giretti in bici da queste parti o magari andando in nave a vedere le isole dei pinguini... Ma dopo solo poche ore di viaggio "comodo" in autobus abbiamo sentito prepotentemente il richiamo della strada; così, quando il Bus si è fermato a Rio Grande (210 km a Nord di Ushuaia) alle 8 di sera e abbiamo visto le praterie nella luce del lungo crepuscolo australe, ci siamo guardati e ci siamo detti:" ma andiamo a costruitrci il nostro mondiale!". Così, senza averlo programmato siamo, saltati giú dal bus e ci siamo rimessi "on the road" (dopo l'iniziale colpo di matto...abbiamo ben avuto un cinque minuti di ripensamento, visto che i sedili dell'autobus erano così comodi, i passeggeri simpatici e proiettavano pure l'ultimo Rocky col videoregistratore! ma ormai la scelta era stata fatta...). I km per Ushuaia non erano molti, ma con le incertezze del tempo di quaggiù non si può mai dire. In ogni caso siamo stati fortunati: ieri abbiamo macinato 170 km, con poco vento e pure a favore la mattina, tutti su asfalto e con un bel finale di tappa in salita, per il valicare il passo Garibaldi (!). Così stamattina ci siamo concessi la passerella finale, come l'ultima tappa del giro d'Italia, prima dell'ingresso in cittá.
Stasera abbiamo intenzione di abbuffarci in un ristorante del porto, provando finalmente il "cordero asado", un piatto alla griglia di cui tanto si parla quaggiù e che noi ci sognamo per tutto il viaggio, specialmente durante le ben note "crisi di fame" del ciclista!
Ragazzi, con questo si conclude la relazione "in contemporanea" dell'avventura. Appena torniamo rimetteremo di sicuro mano al blog, completandolo specie con la descrizione dei primi giorni e inserendo altre foto e filmati.
Questi giorni sono stati magici per noi, incredibilmente ricchi di emozioni, di esperienze e soprattutto di scoperte, come è per altro secondo noi l'obiettivo stesso del viaggiare.
Speriamo di avervi trasmesso almeno un po' di quello che abbiamo vissuto!
Grazie a tutti e SUERTE!!
AlGa
Visto che siamo ai saluti, ci tenevo a fare dei ringraziamenti:
- al Gabo, perché senza di lui questo viaggio sarebbe rimasto solo nella mia mente, perché ha accettato di venire in Patagonia anche se preferiva un'avventura in Canada, perché ha una pazienza infinita nel sopportare il mio pressapochismo (a volte pericoloso) e la mia innata, criminale sbadataggine, perché é sempre entusiasta, perché é un ottimo compagno di viaggio;
- alla Ceci....perché sopporta la mia irrequietezza, accettando che spendessi le mie ferie per questo viaggio e aiutandomi pure ad organizzarlo! Grazie Amo!
- alla mia famiglia, che anche quando non è d'accordo, non mi fa mai pesare le mie decisioni;
- al Perio e al Tia che hanno messo su questo blog!
A presto!
Alvise
mercoledì 24 gennaio 2007
Le foto del dopo El Chalten...
Foto 4: AlGa si confonde con gli abitanti del posto, assumendone gli usi e costumi (qui alle prese con la preparazione del mate)
AlGa III: due vagabondi a zonzo per la Patagonia
Ed eccoci già giunti all'ultima fase della nostra vacanza. Scriviamo da El Calafate, una cittadina che dista 80 km dal celebre ghiacciaio Perito Moreno, attrazione così grande da aver reso questa cittadina un posto molto molto turistico.
Cmq andando con ordine, negli ultimi giorni ci siamo concessi un po' di relax, anche se non sono mancati gli imprevisti.... Ad esempio, l'Alvisone ha deciso finalmente di giocarsi il bonus 'la cazzata della vacanza': nel 2004 in Finlandia aveva scelto per l'ustione....quest'anno più astutamente ha optato per perdere la macchina fotografica! Per puro culo avevamo già salvato le foto in una chiavetta, così sono andate perse solo una quindicina di foto del Cerro Torre (compresa quella con la maglia dell'Alcide Ciclo Club, sigh!!) e di El Chalten. E' successo che avevamo programmato un trekking fino al campo base del Cerro Torre; la durata media del percorso era sulle 3.30-4 ore ad andare, più a tre orette a tornare, ma, siccome avevamo l'autobus alle 13, abbiamo deciso di forzare il ritmi e completare tutta l'uscita in 4 ore e mezza. Così ci siamo messi a correre allegramente lungo la valle glaciale del Cerro: l'Alvisone all'inizio teneva la macchina fotografica in mano....ma a metà percorso, dopo due brevi soste e altri 15 minnuti di corsa si è reso conto che stava correndo a mani vuote!!!!!! Oooooooooooops, ma pooorckkkkkk! Torna indietro come una scheggia fino ai posti delle due soste, ma non c'era piú nessuna traccia della macchina fotografica... Vabbè dai, tanto era anche un po' rotta...l'avrebbe cambiata comunque tra un po'....sì sì!! :-P
E così ad El Calafate Alvisone "la volpe" si è comprato una nuova macchina fotografica digitale... La scelta non era molto ampia e, per gli addetti ai lavori, alla fine si è optato per una Sony S500. Cmq dai, succede anche di peggio: nell'autobus per El Calafate abbiamo conosciuto un napoletano (un tipo pazzerello: pensa Dimitri che a 21 anni ha fatto di corsa Napoli Parigi in 58 giorni!!); ebbene costui, si è licenziato da un buon lavoro a Londra e da più di 6 mesi vagbonda per l'America Latina, esplorando le più belle arrampicate delle Ande. Nell'ultima scalata ha perso più di metà del suo materiale per una valanga di ghiaccio che si è abbattuta sul suo campo, per fortuna poco dopo che lui l'aveva lasciato, e così si trovava ad El Calafate nel tentativo di ricomprarsi con qualche bel migliaio di euri quanto il ghiaccio gli aveva sottratto!
Per il resto, che dire...ah sì, che abbiamo avuto il primo scontro con la polizia argentina! Non scontro a fuoco, ma diciamo che abbiamo scoperto che qui il campeggio selvaggio non è propriamente accettato. Ci eravamo accampati nel giardino di una casa in costruzione, poco fuori ad El Calafate. Dopo un'ora di sonno, verso mezzanotte e mezza, veniamo svegliati da due agenti, probabilmente attratti dal fuoco acceso da degli slavi che si erano accampati vicino a noi; con molta gentilezza ma altrettanta determinazione ci hanno pregato di levarci dai coglioni. E così abbiamo disfatto il campo e ci siamo detti: già che siamo svegli e che abbiamo dormito per ben un'ora, perchè non partiamo adesso per il ghiacciaio? E così, detto fatto ci siamo fatti una splendida e romanticissima pedalata notturna: partiti alle una di notte abbiamo raggiunto il Perito Moreno verso le nove del mattino, sotto un'agua ma un'agua che non vi diciamo! Così, stanchi, bagnati ed infreddoliti abbiamo pregato il guardia parco di farci piantare la tenda per poterci riposare un po': dobbiamo avergli fatto pena perchè ci ha concesso di montare il campo su una piazzola poco distante da una spiaggia con vista sul ghiacciaio. Dopo una rigenerante dormita ci siamo dedicati ad una visita serale alla fronte del ghiacciaio, dove abbiamo scattato un po' di foto per lo sponsor. Il ghiacciaio è veramente spettacolare e lui da solo giustifica un viaggio un Patagonia!
Ora, dopo l'acquazzone dell'altro giorno, la nostra tenda e i nostri vestiti si sono arricchiti di un nuovo simpatico aroma di acqua morta che impreziosisce il già formidabile mix olfattivo precedente, pazientemente costruito in giorni e giorni di sudate su strade polverose.
Adesso andiamo ad informarci per gli autobus per Rio Gallegos ed Ushuaia: ci piacerebbe provare a pedalare due tre giorni in Terra del Fuoco perchè un motociclista americano conosciuto lungo la strada ci ha detto che c'è solo 'one way' per descrivere il vento che c'è laggiù, ovvero: 'fucking unbelievable!!!!!'.
Ci fa un sacco piacere leggere i vostri commenti; promettiamo che appena tornati facciamo un bel diario illustrato di tutti questi giorni!
Baciotti dai vostri vagabondi
AlGa
Cmq andando con ordine, negli ultimi giorni ci siamo concessi un po' di relax, anche se non sono mancati gli imprevisti.... Ad esempio, l'Alvisone ha deciso finalmente di giocarsi il bonus 'la cazzata della vacanza': nel 2004 in Finlandia aveva scelto per l'ustione....quest'anno più astutamente ha optato per perdere la macchina fotografica! Per puro culo avevamo già salvato le foto in una chiavetta, così sono andate perse solo una quindicina di foto del Cerro Torre (compresa quella con la maglia dell'Alcide Ciclo Club, sigh!!) e di El Chalten. E' successo che avevamo programmato un trekking fino al campo base del Cerro Torre; la durata media del percorso era sulle 3.30-4 ore ad andare, più a tre orette a tornare, ma, siccome avevamo l'autobus alle 13, abbiamo deciso di forzare il ritmi e completare tutta l'uscita in 4 ore e mezza. Così ci siamo messi a correre allegramente lungo la valle glaciale del Cerro: l'Alvisone all'inizio teneva la macchina fotografica in mano....ma a metà percorso, dopo due brevi soste e altri 15 minnuti di corsa si è reso conto che stava correndo a mani vuote!!!!!! Oooooooooooops, ma pooorckkkkkk! Torna indietro come una scheggia fino ai posti delle due soste, ma non c'era piú nessuna traccia della macchina fotografica... Vabbè dai, tanto era anche un po' rotta...l'avrebbe cambiata comunque tra un po'....sì sì!! :-P
E così ad El Calafate Alvisone "la volpe" si è comprato una nuova macchina fotografica digitale... La scelta non era molto ampia e, per gli addetti ai lavori, alla fine si è optato per una Sony S500. Cmq dai, succede anche di peggio: nell'autobus per El Calafate abbiamo conosciuto un napoletano (un tipo pazzerello: pensa Dimitri che a 21 anni ha fatto di corsa Napoli Parigi in 58 giorni!!); ebbene costui, si è licenziato da un buon lavoro a Londra e da più di 6 mesi vagbonda per l'America Latina, esplorando le più belle arrampicate delle Ande. Nell'ultima scalata ha perso più di metà del suo materiale per una valanga di ghiaccio che si è abbattuta sul suo campo, per fortuna poco dopo che lui l'aveva lasciato, e così si trovava ad El Calafate nel tentativo di ricomprarsi con qualche bel migliaio di euri quanto il ghiaccio gli aveva sottratto!
Per il resto, che dire...ah sì, che abbiamo avuto il primo scontro con la polizia argentina! Non scontro a fuoco, ma diciamo che abbiamo scoperto che qui il campeggio selvaggio non è propriamente accettato. Ci eravamo accampati nel giardino di una casa in costruzione, poco fuori ad El Calafate. Dopo un'ora di sonno, verso mezzanotte e mezza, veniamo svegliati da due agenti, probabilmente attratti dal fuoco acceso da degli slavi che si erano accampati vicino a noi; con molta gentilezza ma altrettanta determinazione ci hanno pregato di levarci dai coglioni. E così abbiamo disfatto il campo e ci siamo detti: già che siamo svegli e che abbiamo dormito per ben un'ora, perchè non partiamo adesso per il ghiacciaio? E così, detto fatto ci siamo fatti una splendida e romanticissima pedalata notturna: partiti alle una di notte abbiamo raggiunto il Perito Moreno verso le nove del mattino, sotto un'agua ma un'agua che non vi diciamo! Così, stanchi, bagnati ed infreddoliti abbiamo pregato il guardia parco di farci piantare la tenda per poterci riposare un po': dobbiamo avergli fatto pena perchè ci ha concesso di montare il campo su una piazzola poco distante da una spiaggia con vista sul ghiacciaio. Dopo una rigenerante dormita ci siamo dedicati ad una visita serale alla fronte del ghiacciaio, dove abbiamo scattato un po' di foto per lo sponsor. Il ghiacciaio è veramente spettacolare e lui da solo giustifica un viaggio un Patagonia!
Ora, dopo l'acquazzone dell'altro giorno, la nostra tenda e i nostri vestiti si sono arricchiti di un nuovo simpatico aroma di acqua morta che impreziosisce il già formidabile mix olfattivo precedente, pazientemente costruito in giorni e giorni di sudate su strade polverose.
Adesso andiamo ad informarci per gli autobus per Rio Gallegos ed Ushuaia: ci piacerebbe provare a pedalare due tre giorni in Terra del Fuoco perchè un motociclista americano conosciuto lungo la strada ci ha detto che c'è solo 'one way' per descrivere il vento che c'è laggiù, ovvero: 'fucking unbelievable!!!!!'.
Ci fa un sacco piacere leggere i vostri commenti; promettiamo che appena tornati facciamo un bel diario illustrato di tutti questi giorni!
Baciotti dai vostri vagabondi
AlGa
domenica 21 gennaio 2007
FOTO AlGa2007: parte 1, Bariloche --> Coyhaique
Ma ciao!
Ecco, con un po' di ritardo, le foto della prima parte del viaggio. Partenza in Argentina, a San Carlos de Bariloce, attraversamento del parco nazionale "Los Alerces", passaggio in Cile attraverso il passo Futalefù e Carrettara Austral fino Coyhaique.
Foto 1: La partenza da Bariloce; dopo 60 ore di viaggio, montiamo in sella nel tardo pomeriggio per uscire dalla città ed accamparci sulle rive del primo torrente.

Foto 2: Ecco il primo campo... con tanto di bastone scaccia cani. Dopo l'incontro ravvicinato con un branco di canilupi il bastone ci dava sicurezza.


Foto 3 e 4: Stanchezza di metà giornata.

Foto 5: uno scorcio del parco Los Alerces: tanto verde, laghi, e neve a bassa quota nel mese più caldo dell'anno.

Foto 6: un bel ponte sospeso alla Indiana Jones.

Foto 7: Lo sterrato nei pressi di Puyuhuapi, immersi nella natura selvaggia. Temperatura a parte, sembrava di essere in una foresta tropicale: piante stranissime, come delle foglie giganti (larghe oltre un metro e mezzo).

Foto 8: la fame è fame! - La Junta, Carrettera Austral.
Vostri AlGa
Ecco, con un po' di ritardo, le foto della prima parte del viaggio. Partenza in Argentina, a San Carlos de Bariloce, attraversamento del parco nazionale "Los Alerces", passaggio in Cile attraverso il passo Futalefù e Carrettara Austral fino Coyhaique.
Foto 2: Ecco il primo campo... con tanto di bastone scaccia cani. Dopo l'incontro ravvicinato con un branco di canilupi il bastone ci dava sicurezza.
Foto 3 e 4: Stanchezza di metà giornata.
Foto 5: uno scorcio del parco Los Alerces: tanto verde, laghi, e neve a bassa quota nel mese più caldo dell'anno.
Foto 6: un bel ponte sospeso alla Indiana Jones.
Foto 7: Lo sterrato nei pressi di Puyuhuapi, immersi nella natura selvaggia. Temperatura a parte, sembrava di essere in una foresta tropicale: piante stranissime, come delle foglie giganti (larghe oltre un metro e mezzo).
Foto 8: la fame è fame! - La Junta, Carrettera Austral.
Vostri AlGa
Iscriviti a:
Post (Atom)
