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mercoledì 24 gennaio 2007

AlGa III: due vagabondi a zonzo per la Patagonia

Ed eccoci già giunti all'ultima fase della nostra vacanza. Scriviamo da El Calafate, una cittadina che dista 80 km dal celebre ghiacciaio Perito Moreno, attrazione così grande da aver reso questa cittadina un posto molto molto turistico.
Cmq andando con ordine, negli ultimi giorni ci siamo concessi un po' di relax, anche se non sono mancati gli imprevisti.... Ad esempio, l'Alvisone ha deciso finalmente di giocarsi il bonus 'la cazzata della vacanza': nel 2004 in Finlandia aveva scelto per l'ustione....quest'anno più astutamente ha optato per perdere la macchina fotografica! Per puro culo avevamo già salvato le foto in una chiavetta, così sono andate perse solo una quindicina di foto del Cerro Torre (compresa quella con la maglia dell'Alcide Ciclo Club, sigh!!) e di El Chalten. E' successo che avevamo programmato un trekking fino al campo base del Cerro Torre; la durata media del percorso era sulle 3.30-4 ore ad andare, più a tre orette a tornare, ma, siccome avevamo l'autobus alle 13, abbiamo deciso di forzare il ritmi e completare tutta l'uscita in 4 ore e mezza. Così ci siamo messi a correre allegramente lungo la valle glaciale del Cerro: l'Alvisone all'inizio teneva la macchina fotografica in mano....ma a metà percorso, dopo due brevi soste e altri 15 minnuti di corsa si è reso conto che stava correndo a mani vuote!!!!!! Oooooooooooops, ma pooorckkkkkk! Torna indietro come una scheggia fino ai posti delle due soste, ma non c'era piú nessuna traccia della macchina fotografica... Vabbè dai, tanto era anche un po' rotta...l'avrebbe cambiata comunque tra un po'....sì sì!! :-P
E così ad El Calafate Alvisone "la volpe" si è comprato una nuova macchina fotografica digitale... La scelta non era molto ampia e, per gli addetti ai lavori, alla fine si è optato per una Sony S500. Cmq dai, succede anche di peggio: nell'autobus per El Calafate abbiamo conosciuto un napoletano (un tipo pazzerello: pensa Dimitri che a 21 anni ha fatto di corsa Napoli Parigi in 58 giorni!!); ebbene costui, si è licenziato da un buon lavoro a Londra e da più di 6 mesi vagbonda per l'America Latina, esplorando le più belle arrampicate delle Ande. Nell'ultima scalata ha perso più di metà del suo materiale per una valanga di ghiaccio che si è abbattuta sul suo campo, per fortuna poco dopo che lui l'aveva lasciato, e così si trovava ad El Calafate nel tentativo di ricomprarsi con qualche bel migliaio di euri quanto il ghiaccio gli aveva sottratto!
Per il resto, che dire...ah sì, che abbiamo avuto il primo scontro con la polizia argentina! Non scontro a fuoco, ma diciamo che abbiamo scoperto che qui il campeggio selvaggio non è propriamente accettato. Ci eravamo accampati nel giardino di una casa in costruzione, poco fuori ad El Calafate. Dopo un'ora di sonno, verso mezzanotte e mezza, veniamo svegliati da due agenti, probabilmente attratti dal fuoco acceso da degli slavi che si erano accampati vicino a noi; con molta gentilezza ma altrettanta determinazione ci hanno pregato di levarci dai coglioni. E così abbiamo disfatto il campo e ci siamo detti: già che siamo svegli e che abbiamo dormito per ben un'ora, perchè non partiamo adesso per il ghiacciaio? E così, detto fatto ci siamo fatti una splendida e romanticissima pedalata notturna: partiti alle una di notte abbiamo raggiunto il Perito Moreno verso le nove del mattino, sotto un'agua ma un'agua che non vi diciamo! Così, stanchi, bagnati ed infreddoliti abbiamo pregato il guardia parco di farci piantare la tenda per poterci riposare un po': dobbiamo avergli fatto pena perchè ci ha concesso di montare il campo su una piazzola poco distante da una spiaggia con vista sul ghiacciaio. Dopo una rigenerante dormita ci siamo dedicati ad una visita serale alla fronte del ghiacciaio, dove abbiamo scattato un po' di foto per lo sponsor. Il ghiacciaio è veramente spettacolare e lui da solo giustifica un viaggio un Patagonia!
Ora, dopo l'acquazzone dell'altro giorno, la nostra tenda e i nostri vestiti si sono arricchiti di un nuovo simpatico aroma di acqua morta che impreziosisce il già formidabile mix olfattivo precedente, pazientemente costruito in giorni e giorni di sudate su strade polverose.
Adesso andiamo ad informarci per gli autobus per Rio Gallegos ed Ushuaia: ci piacerebbe provare a pedalare due tre giorni in Terra del Fuoco perchè un motociclista americano conosciuto lungo la strada ci ha detto che c'è solo 'one way' per descrivere il vento che c'è laggiù, ovvero: 'fucking unbelievable!!!!!'.

Ci fa un sacco piacere leggere i vostri commenti; promettiamo che appena tornati facciamo un bel diario illustrato di tutti questi giorni!
Baciotti dai vostri vagabondi

AlGa

1 commento:

Anonimo ha detto...

FUCKING UNBELIEVABLE va riferito non al vento bensì all'innominabile testone che non sa trattenersi dalle sue...lillate!!!!!!!
Ipotizzate una doccia o un bagno prima di salire in aereo oppure optate per un economico viaggio in stiva?
A parte queste ombre...complimenti ad entrambi.